Lenin e Trotskij, le ragioni di una collaborazione dimenticata

di Antonio Moscato

Sui rapporti tra Lenin e Trotskij per decenni in Unione Sovietica e in tutto il movimento comunista sono state pubblicate raccolte di scritti di polemica tra di loro degli anni tra il 1903 e lo scoppio della grande guerra, come se non ci fosse stata poi una strettissima collaborazione nella fase cruciale della rivoluzione e nei primi anni del potere sovietico. Alcuni “nostalgici” dello stalinismo ristampano periodicamente queste pubblicazioni anacronistiche in diversi paesi europei e dell’America Latina, impedendo di cogliere non solo le ragioni della loro stretta collaborazione fino alla morte di Lenin, ma il tipo di partito che consentì di vincere battaglie difficili contro forze poderose. Continua a leggere Lenin e Trotskij, le ragioni di una collaborazione dimenticata

Marxisti, populisti, anarchici… Un movimento operaio rivoluzionario

di Jean-Philippe Divès, da npa2009.org, traduzione di Andrea Martini

La storia della rivoluzione russa è la storia dell’incontro e della interazione permanente tra due attori entrambi decisivi: un’avanguardia marxista rivoluzionaria raggruppata nel Partito bolscevico e una classe operaia conquistata al socialismo e dotata di formidabili capacità di lotta…

Le particolarità dello sviluppo della Russia vi avevano fatto nascere tardivamente una classe operaia, certo, ancora poco numerosa ma in rapido sviluppo: un milione e mezzo di operai industriali nel 1900, tre milioni nel 1912 (a cui occorre aggiungere i lavoratori edili, quelli dei trasporti e una parte significativa di quelli dei servizi), su di una popolazione di 160 milioni nel 1914; e, soprattutto, la classe operaia più concentrata al mondo: nel 1911, il 54% degli operai russi lavorano in fabbriche con più di 500 dipendenti, quando negli Stati uniti la stessa percentuale tocca solo il 31%; un altro 40% lavora in fabbriche che impiegano tra i 50 e i 500 operai; meno del 10% in aziende con meno di 50 addetti. Continua a leggere Marxisti, populisti, anarchici… Un movimento operaio rivoluzionario

Iosif Vissarionovič Džugašvili (Stalin)

Iosif Vissarionovič Džugašvili, noto come Giuseppe Stalin, fu capace, grazie al ruolo conquistato durante la malattia di Lenin e attraverso le sue alleanze, di assumere, alla morte del leader dell’Ottobre, la testa del potere sovietico, eliminando prima politicamente, poi fisicamente tutti i possibili altri contendenti. Si fece interprete della controrivoluzione burocratica che distrusse gran parte delle conquiste e delle potenzialità della rivoluzione del 1917.

Può essere a giusto titolo considerato responsabile di grandi crimini, umani e politici, ma, grazie al suo ruolo, e all’aura che si creò attorno al suo nome, divenne più di ogni altro un punto di riferimento mitico e ideologico. Tutto ciò venne amplificato dalla eroica vittoria che gli eserciti sovietici, nominalmente sotto il comando del dittatore georgiano, riportarono sulle armate naziste.

I suoi seguaci si definiscono “stalinisti”, o, più pudicamente “marxisti-leninisti”. Continua a leggere Iosif Vissarionovič Džugašvili (Stalin)

Trotsky (Lev Davidovič Bronštejn)

Lev Davidovič Bronštejn, detto Trotsky (altre traslitterazioni propongono Trotskij o Trockij), fu uno dei rivoluzionari comunisti più importanti del XX secolo, uno dei dirigenti di primo piano della rivoluzione russa e uno dei più brillanti intellettuali marxisti.

Biografia

Trotsky guerra civile posterTrotsky nacque nel 1879, nel villaggio ukraino di Yanovka, da una famiglia ebrea. A 18 anni aderì ad un gruppo rivoluzionario di orientamento populista, ma rapidamente condivise le tesi marxiste e socialiste. Venne arrestato e deportato in Siberia nel 1898 dove approfondì gli studi sul marxismo, sotto la guida della sua prima moglie, Aleksandra Sokolovskaja, già da tempo socialista. Continua a leggere Trotsky (Lev Davidovič Bronštejn)

Vladimir Ilitch Ulianov

Lenin è una delle figure chiave del marxismo e della storia del XX secolo. Teorico, ma soprattutto il principale dirigente della rivoluzione russa, la prima rivoluzione proletaria vittoriosa della storia. Non a caso odiato dagli intellettuali borghesi e ritenuto spesso un dittatore precursore dello stalinismo. Buona parte della responsabilità per il “successo” di questa amalgama può essere attribuita alle correnti staliniste, che hanno creato il mito del “marxismo-leninismo”, che ha codificato in un dogma la vulgata staliniana santificandola con il richiamo all’autore del Capitale e al dirigente dell’Ottobre.

Biografia

Continua a leggere Vladimir Ilitch Ulianov

Lenin e la “malattia infantile del comunismo”

Introduzione all’ “Estremismo”, un “manuale di strategia e di tattica”

di François Sabado, traduzione di Titti Pierini

Estremismo-page-001La crisi del capitalismo, conseguenza disastrosa delle politiche, sia di destra sia di sinistra, portate avanti fin dagli anni Ottanta, spinge un numero crescente di persone ad interessarsi di nuovo alle idee di Karl Marx, soprattutto alla sua critica dell’economia politica. Dai dubbi sulla fondatezza del capitalismo alla critica del neoliberismo e poi alla volontà di rompere con il capitalismo, si pongono una ridda di interrogativi: Che fare? Come fare? Da dove cominciare e con chi? Come passare dalla denuncia e dal rigetto alla rottura con il capitalismo? Quale ruolo possono e devono svolgere, nelle associazioni, nei sindacati, nei partiti politici, i militanti e le militanti, gli uomini e le donne di sinistra che vogliono rompere con il capitalismo? Continua a leggere Lenin e la “malattia infantile del comunismo”

Le 95 tesi di Lutero, la nascita del protestantesimo

di Pips Patroons, da lcr-lagauche.org, traduzione di Andrea Martini

500 LuteroIn quest’anno del signore celebriamo più anniversari. Naturalmente quello della rivoluzione russa del 1917, ma anche quello della nascita del movimento protestante in seno alla cristianità.

In effetti, è nel 1517, dunque proprio 500 anni fa, che il monaco augustino Martin Lutero affiggeva sulla porta del castello di Wittenberg le sue 95 tesi che condannavano il commercio delle indulgenze. Era l’inizio di uno scontro violento con Roma che avrebbe avuto conseguenze importanti per la teologia, l’interpretazione della bibbia e le pratiche religiose. Il grande scisma si consumerà nel 1536 a Ginevra a cui Roma rispose nel 1563 con il Concilio di Trento. Continua a leggere Le 95 tesi di Lutero, la nascita del protestantesimo