Messaggio del “Che” alla Tricontinentale

Prefazione e traduzione del messaggio di Andrea Martini

La sparizione dell’Internazionale comunista, decretata da Stalin, e lo sviluppo a livello mondiale delle lotte di liberazione antimperialiste e anticolonialiste pongono il problema di un nuovo strumento di coordinamento e di solidarietà “tricontinentale”. Questo porta alla nascita dell’Organizzazione di Solidarietà dei Popoli di Asia, Africa e America Latina (OSPAAAL), come allargamento dell’OSPAA, l’Organizzazione di Solidarietà tra i Popoli di Asia e Africa, che si era riunita per la prima volta nel 1957 al Cairo, alla presenza di 500 delegati da 35 paesi, un’organizzazione fatta da rappresentanti di partiti e movimenti anziché da delegazioni ufficiali di stati, presieduta da Ismail Touré (fratello di Ahmed Sekou Touré, presidente della Guinea), affiancato dai vicepresidenti Ben Barka (rappresentante dell’Unione Nazionale delle Forze Popolari del Marocco) e da Chu-Tzu-Chi (della Cina Popolare). Continua a leggere Messaggio del “Che” alla Tricontinentale

L’esempio di “Che” Guevara

Ernest Mandel, uno dei maggiori teorici del marxismo della seconda metà del Novecento, intervenne nel numero 39 del settimanale comunista rivoluzionario belga “La Gauche” pubblicato il 21 ottobre 1967, non appena giunta in Europa la notizia dell’uccisione del “Che”, con l’editoriale che riproduciamo qua sotto.

Ernesto «Che» Guevara (Rosario/Argentina, 14 giugno 1928 – La Higuera/Bolivia, 9 ottobre 1967) non c’è più. E’ morto in combattimento, come Jaurès, come Karl Liebknecht e Rosa Luxembourg, come Durruti e Trotsky. Per come era, non sperava altra morte che questa. Continua a leggere L’esempio di “Che” Guevara

Lev Borisovič Kamenev

Lev Borisovič Kamenev nasce nel 1883 a Mosca, da un ingegnere ebreo e una madre ortodossa, entrambi impegnati in circoli radicali. Impegnato nel movimento studentesco di Mosca, venne espulso dall’università e arrestato per la prima volta nel 1902, cosa che lo spinse ad una definitiva scelta di impegno politico rivoluzionario.

Emigrato a Parigi, conosce numerosi altri rivoluzionari russi, tra i quali Lenin, di cui diventa un assiduo collaboratore. Sposerà Olga Bronštejn, sorella di Trotsky, dalla quale avrà due figli, ma divorziando nel 1927 per sposare Tatiana Glebova. Al rientro in Russia, viene arrestato e successivamente costretto ad un nuovo esilio, durante il quale collabora con Lenin per la pubblicazione della rivista Proletarij. In particolare, dopo la rottura tra Lenin e Bogdanov, Kamenev (assieme a Zinov’ev) divenne il principale collaboratore del leader bolscevico, soprattutto prima nella guida della scuola bolscevica creata a Longjumeau (alle porte di Parigi) e, successivamente, nella direzione della Pravda (una volta rientrato a San Pietroburgo, poi Pietrogrado) e della frazione del partito nella Duma. Continua a leggere Lev Borisovič Kamenev

Grigorij Evseevič Zinov’ev

Grigorij Evseevič Zinov’ev è nato in Ucraina, nel 1883, figlio di braccianti ebrei. Rientrato dall’esilio nello stesso treno di Lenin, non ne condivide però la linea nella preparazione dell’insurrezione, esprimendo pubblicamente il suo dissenso. Fu uno dei bolscevichi più vicini a Lenin e più stimato da lui, nonostante i frequenti e importanti dissensi, tanto che quest’ultimo pensò perfino di adottarne un figlio, visto che non ne aveva avuti con Nadejda Krupskaya. E’ stato, comunque, una delle figure centrali del partito bolscevico, membro del Politburo e presidente del soviet di Pietrogrado (poi Leningrado), con un ruolo centrale nella difesa della città dalle truppe controrivoluzionarie durante la guerra civile. Continua a leggere Grigorij Evseevič Zinov’ev

I soviet, i comitati di fabbrica

Il paese più democratico del mondo

di Patrick Le Moal, da npa2009.org, traduzione di Fabrizio Burattini

Nella Russia zarista, non c’erano che pochi sindacati, tutti diretti da militanti menscevichi e bolscevichi. E decidono esplicitamente di riconoscere la loro subalternità rispetto ai soviet…

Il movimento cooperativo, cooperative di consumo e cooperative contadine e operaie, era molto più potente. Le prime sostennero il governo provvisorio, mentre le seconde decidevano di sostenere i soviet come organismi della democrazia rivoluzionaria. Continua a leggere I soviet, i comitati di fabbrica

Ottobre ’17, di Ernest Mandel

Abbiamo pubblicato

Ottobre ’17

Colpo di stato o rivoluzione sociale?
La legittimità della rivoluzione russa

di Ernest Mandel
con un quadro storico curato da François Vercammen e un’introduzione di Franco Turigliatto

(LaCoRi Edizioni, 216 pagine, euro 15). 

Ottobre1917E’ un libro che permette di ragionare sulla rivoluzione, son la medesima ispirazione politica e ideale che abbiamo adottato per questo nostro sito.
Il libro è quanto mai attuale e interessante, di lettura agevole, ed è anche un bell’oggetto (curato da Fabio Ferri) assolutamente indicato per regali tra compagne/i.
La redazione del sito è anche disponibile a partecipare ad iniziative di presentazione e/o di discussione.
Il costo è di soli 15 euro, scontabili per ordinazioni superiori alle tre copie.
Per le ordinazioni, scrivere a redazione1917@gmail.com.
I versamenti possono essere fatti intestando il bonifico bancario (indicando la causale) a:
LABORATORIO DI COOPERAZIONE E RICERCA
via Santa Giulia n. 64 10124 Torino
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1917, le donne sotto lo zarismo

Condizione e organizzazione femminile a ridosso della rivoluzione

di Antonella Visintin

La liberazione delle donne si deve districare dall’intreccio di interessi convergenti nella sfera economica e in quella dei rapporti tra i sessi in atto da diversi millenni. L’affermazione dei diritti richiede una presa di coscienza dei meccanismi materiali e simbolici che costituiscono la gabbia che opera sia sul piano razionale che su quello emotivo.

Il patriarcato costituisce una funzionalizzazione della donna alla famiglia patrilineare ed esso è stato ed è ancora oggi largamente agito da donne e da uomini con la stessa determinazione attraverso una separazione di luoghi e di sfere di azione a cui è associato un potere differenziato. Se alle donne è assegnato il privato, la loro legittimazione ad accedere allo spazio pubblico in genere è circoscritta e reversibile. Esso, a seconda della classe sociale, ha coinciso maggiormente con lo spazio civile per le donne abbienti e con lo spazio economico per le non abbienti. Continua a leggere 1917, le donne sotto lo zarismo