Torino, Sinistra Anticapitalista e l’anniversario

di Diego Giachetti

Varie e molteplici sono le iniziative intraprese da Sinistra Anticapitalista a Torino per ricordare il centenario della Rivoluzione russa in tutti i suoi aspetti. Una serie di incontri già realizzati presso la nostra sede hanno trattato la specificità della struttura sociale russa, la rivoluzione di febbraio, il dibattito all’interno del partito bolscevico, le giornate di luglio e l’insurrezione dell’ottobre; a breve seguiranno due serate dedicate alla rivoluzione delle arti russe. Contemporaneamente, presso il Circolo Fuoriluogo, si è discusso del ruolo delle donne prima durante e dopo la rivoluzione e, successivamente, si è svolto un confronto a più voci sul tema della Rivoluzione d’Ottobre con la partecipazione di esponenti del Partito Comunista dei Lavoratori, del Partito Comunista Italiano, di Sinistra Italiana, di Sinistra Anticapitalista e dell’Arci. L’ultima iniziativa, realizzata il 30 maggio, presso la libreria Comunardi, ha preso spunto dalla presentazione della nuova edizione del libro di Ernest Mandel, Ottobre ’17, pubblicato dalle edizioni Lacori-Centro Studi Livio Maitan. Continua a leggere Torino, Sinistra Anticapitalista e l’anniversario

Corrispondenti dalla guerra civile

Recensione di Diego Giachetti del libro curato da Virginia Pili

Virginia Pili“I quattro anni che cambiarono il mondo”, questo è il titolo del libro, curato da Virginia Pili, per la prima raccolta italiana dei testi scritti dai corrispondenti di guerra sovietici durante la guerra civile e pubblicato dalla casa editrice romana Red Star Press. A cent’anni di lontananza dalla rivoluzione russa, la discussione si è in buona parte accentrata sull’anno 1917. I testi pubblicati in questa antologia varcano il confine delle gloriose giornate dell’assalto al Palazzo d’Inverno per addentrarsi nei quattro anni lunghissimi di guerra civile, scatenata dalle forze controrivoluzionarie allo scopo di riprendere il potere statale che la rivoluzione aveva consegnato ai Soviet. Continua a leggere Corrispondenti dalla guerra civile

Messaggio del “Che” alla Tricontinentale

Prefazione e traduzione del messaggio di Andrea Martini

La sparizione dell’Internazionale comunista, decretata da Stalin, e lo sviluppo a livello mondiale delle lotte di liberazione antimperialiste e anticolonialiste pongono il problema di un nuovo strumento di coordinamento e di solidarietà “tricontinentale”. Questo porta alla nascita dell’Organizzazione di Solidarietà dei Popoli di Asia, Africa e America Latina (OSPAAAL), come allargamento dell’OSPAA, l’Organizzazione di Solidarietà tra i Popoli di Asia e Africa, che si era riunita per la prima volta nel 1957 al Cairo, alla presenza di 500 delegati da 35 paesi, un’organizzazione fatta da rappresentanti di partiti e movimenti anziché da delegazioni ufficiali di stati, presieduta da Ismail Touré (fratello di Ahmed Sekou Touré, presidente della Guinea), affiancato dai vicepresidenti Ben Barka (rappresentante dell’Unione Nazionale delle Forze Popolari del Marocco) e da Chu-Tzu-Chi (della Cina Popolare). Continua a leggere Messaggio del “Che” alla Tricontinentale

L’esempio di “Che” Guevara

Ernest Mandel, uno dei maggiori teorici del marxismo della seconda metà del Novecento, intervenne nel numero 39 del settimanale comunista rivoluzionario belga “La Gauche” pubblicato il 21 ottobre 1967, non appena giunta in Europa la notizia dell’uccisione del “Che”, con l’editoriale che riproduciamo qua sotto.

Ernesto «Che» Guevara (Rosario/Argentina, 14 giugno 1928 – La Higuera/Bolivia, 9 ottobre 1967) non c’è più. E’ morto in combattimento, come Jaurès, come Karl Liebknecht e Rosa Luxembourg, come Durruti e Trotsky. Per come era, non sperava altra morte che questa. Continua a leggere L’esempio di “Che” Guevara

Lev Borisovič Kamenev

Lev Borisovič Kamenev nasce nel 1883 a Mosca, da un ingegnere ebreo e una madre ortodossa, entrambi impegnati in circoli radicali. Impegnato nel movimento studentesco di Mosca, venne espulso dall’università e arrestato per la prima volta nel 1902, cosa che lo spinse ad una definitiva scelta di impegno politico rivoluzionario.

Emigrato a Parigi, conosce numerosi altri rivoluzionari russi, tra i quali Lenin, di cui diventa un assiduo collaboratore. Sposerà Olga Bronštejn, sorella di Trotsky, dalla quale avrà due figli, ma divorziando nel 1927 per sposare Tatiana Glebova. Al rientro in Russia, viene arrestato e successivamente costretto ad un nuovo esilio, durante il quale collabora con Lenin per la pubblicazione della rivista Proletarij. In particolare, dopo la rottura tra Lenin e Bogdanov, Kamenev (assieme a Zinov’ev) divenne il principale collaboratore del leader bolscevico, soprattutto prima nella guida della scuola bolscevica creata a Longjumeau (alle porte di Parigi) e, successivamente, nella direzione della Pravda (una volta rientrato a San Pietroburgo, poi Pietrogrado) e della frazione del partito nella Duma. Continua a leggere Lev Borisovič Kamenev

Grigorij Evseevič Zinov’ev

Grigorij Evseevič Zinov’ev è nato in Ucraina, nel 1883, figlio di braccianti ebrei. Rientrato dall’esilio nello stesso treno di Lenin, non ne condivide però la linea nella preparazione dell’insurrezione, esprimendo pubblicamente il suo dissenso. Fu uno dei bolscevichi più vicini a Lenin e più stimato da lui, nonostante i frequenti e importanti dissensi, tanto che quest’ultimo pensò perfino di adottarne un figlio, visto che non ne aveva avuti con Nadejda Krupskaya. E’ stato, comunque, una delle figure centrali del partito bolscevico, membro del Politburo e presidente del soviet di Pietrogrado (poi Leningrado), con un ruolo centrale nella difesa della città dalle truppe controrivoluzionarie durante la guerra civile. Continua a leggere Grigorij Evseevič Zinov’ev