1917, è la rivoluzione di febbraio

1917

22 gennaio (il 9 secondo il calendario giuliano ancora in vigore allora in Russia): grandi manifestazioni celebrative dell’anniversario della «domenica di sangue», organizzate dai bolscevichi, si tengono in tutte le grandi città russe.

3 marzo (18 febbraio): «sciopero all’italiana» (rallentamento della produzione) nelle officine Putilov contro il carovita e alcuni licenziamenti. La direzione chiude la fabbrica il 7 marzo (22 febbraio), gettando sul lastrico i 30.000 dipendenti. Scioperi di solidarietà si allargano a macchia d’olio a tutta Pietrogrado.

8 marzo, giornata internazionale della donna (23 febbraio), sciopero generale delle operaie «contro la fame, la guerra, lo zarismo». I cosacchi rifiutano di sparare: è l’inizio della «Rivoluzione di Febbraio».

1914-1916, la Russia entra in guerra

1914

Nei primi sei mesi, il numero degli scioperanti in Russia raggiunge un milione e mezzo. Nonostante l’impreparazione militare, la Russia entra nella guerra mondiale. In settembre, prima grande sconfitta ai Laghi Masuri. Il nome di San Pietroburgo viene russificato e diventa Pietrogrado.

1915

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Soldati russi catturati dall’esercito germanico

Nuove sconfitte russe. I tedeschi arrivano a Varsavia, Brest-Litovsk, Vilna. In settembre i socialisti europei contrari alla guerra (ancora molto pochi) si riuniscono a Zimmerwald, in Svizzera. Lenin propone di trasformare la guerra in guerra civile, ma rimane nettamente minoritario.

1916

Il consigliere dello, zar, il «monaco nero» Rasputin, è ucciso da una congiura nobiliare (viene considerato ispiratore della politica filotedesca della zarina). L’inflazione e la carestia raggiungono livelli altissimi e provocano proteste operaie, nonostante lo stato di guerra. Le spese di guerra sono passate da 1.234 milioni di rubli nel 1914 a 14.573 milioni di rubli nel 1916. L’indice dei prezzi è passato da 238 (1 gennaio 1916) a 702 (1 gennaio 1917), considerando 100 i prezzi dell’ 1 luglio 1914.

1911-1913, tra pogrom e democrazia fasulla

1911

Settembre: viene ucciso Stolypin. La morte gli impedisce di verificare che le sue moderate riforme, combinate con il forte impulso dato da Vitte allo sviluppo dell’industria e delle ferrovie (da 20.000 km. nel 1892 a 64.000 nel 1913), ma anche con il cieco conservatorismo dell’autocrazia zarista, non hanno impedito l’ascesa di una nuova ondata rivoluzionaria,

1912

Elezione della quarta Duma. Non reputando sufficiente il filtraggio operato dal sistema elettorale, il governo organizza brogli clamorosi. Aumentano tuttavia i sintomi di una ripresa del movimento delle masse (mentre la maggior parte degli intellettuali sono in crisi e teorizzano variamente la fine del marxismo e del movimento operaio). Nella primavera uno sciopero degli operai addetti al lavaggio dell’oro nelle miniere della Lena viene represso, con 250 morti e centinaia di feriti. Il numero degli scioperanti, che si era ridotto a poche decine di migliaia negli ultimi anni, sale improvvisamente, raggiungendo nuovamente la cifra di 860.000 nel 1913, secondo le stesse statistiche ufficiali.

1913

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Le vittime di un pogrom antisemita nella Russia zarista

I bolscevichi ottengono la maggioranza nel sindacato metallurgici di Pietroburgo. Il governo, che ha organizzato attraverso la polizia segreta e i «Cento Neri» molti pogrom, lancia una clamorosa provocazione antiebraica riprendendo l’antica calunnia sull’uccisione rituale dei fanciulli. Un operaio ebreo, Mendel Bejlis, viene accusato di aver ucciso un fanciullo cristiano, per usarne il sangue a scopi rituali. In realtà la polizia sa bene che il fanciullo è stato ucciso da criminali comuni (lasciati indisturbati per non turbare la montatura). Il processo si risolve in una sconfitta del regime, per l’assoluzione del Bejlis.

1907, tra reazione e finte riforme

1907

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Una manifestazione dei Centoneri

Netto riflusso della rivoluzione. Stolypin, presidente del Consiglio dei ministri, combina una spietata repressione (affidata a tribunali straordinari di guerra) con un tentativo di creare uno strato di contadini agiati che possano fornire una base sociale conservatrice al regime. Si facilita la privatizzazione delle terre appartenenti alle comunità di villaggio. L’operazione, sancita legalmente solo nel 1910, riuscirà solo in parte, ma provocherà un impoverimento della maggior parte dei contadini, e quindi preparerà l’esplosione di rivolte e occupazioni di terre che accompagnerà la rivoluzione del 1917 e spazzerà via anche molti dei medi proprietari creati da Stolypin. Anche la seconda Duma eletta nel 1907 risulta incontrollabile e viene rapidamente sciolta. La terza Duma sarà finalmente sicura: il rapporto elettorale è stato modificato al punto che bastano 230 proprietari terrieri per nominare un elettore di primo grado, mentre ai contadini ne occorrono 60.000 e agli operai 125.000. La maggioranza è assicurata alla destra e all’estrema destra (i cosiddetti «Cento Neri», specializzati nell’organizzazione di pogrom contro gli ebrei, e altre minoranze, oltre che in attacchi antioperai).

Dal 1907 Lenin è costretto, insieme a moltissimi altri militanti socialisti sfuggiti alle carceri e alla deportazione, a vivere in esilio, dove resterà fino al 1917.

1910

Le divergenze tra bolscevichi e menscevichi, accentuatesi nella fase di riflusso della rivoluzione, portano a una rottura che diventerà definitiva nel gennaio 1912.

1905, i Soviet alla prova generale

1905

Gennaio: sciopero delle grandi officine metallurgiche Putilov a Pietrogrado, che si estende a tutta la città. Il 9 (22) gennaio (domenica di sangue), un corteo di 150.000 operai guidati dal pope Gapon, mentre tenta di presentare una blanda petizione allo zar, viene disperso a colpi di mitragliatrice (più di mille morti e duemila feriti). Successivamente si saprà che Gapon era al servizio della polizia e nel 1906 i socialisti rivoluzionari riusciranno a catturarlo e impiccarlo. La petizione era stata appoggiata da molti intellettuali prestigiosi tra i quali Maksim Gor’kij, l’accademico Arsen’ev e l’economista Annenskij. Il risultato della cieca repressione sarà un netto spostamento delle masse verso i partiti socialisti e la fine di ogni fiducia nello zar.

1905-1906

Nel corso del 1905 la rivoluzione si estende ulteriormente, organizzandosi intorno al soviet di Pietroburgo, presieduto da Lev Trotskij. Ammutinamento dell’incrociatore Potëmkin a Odessa.

Settembre: lo sciopero dei tipografi di Mosca diviene uno sciopero generale, che paralizza completamente la Russia.

Ottobre: lo zar emette un proclama, in cui tardivamente si dichiara disposto a concedere alcune libertà, compresa l’elezione di un parlamento (Duma). Nicola II non tarderà a rimangiarsi una dopo l’altra le promesse.

Dicembre: insurrezione di Mosca, repressa nel sangue. La prima Duma eletta nella primavera del 1906 sarà sciolta subito, nonostante il carattere poco rappresentativo dovuto ai criteri elettorali: i delegati di prima istanza rappresentano rispettivamente 2.000 proprietari terrieri, 7.000 cittadini, 30.000 contadini, 90.000 operai. Dal diritto elettorale sono esclusi i minori di 25 anni, gli studenti e i militari. I deputati sono eletti dopo tre successive elezioni di delegati di distretto e di governatorato.

Gli scioperanti nel corso del 1905 sono ben tre milioni (ma scendono a un milione nel 1906 e ancor più nettamente negli anni immediatamente successivi). Alla fine del 1905 viene decisa la riunificazione tra bolscevichi e menscevichi, che sarà ratificata nell’aprile del 1906 dal Congresso di Stoccolma.

1904, è guerra tra Giappone e Russia

1904

Guerra Russia Giappone.pngIniziata con la certezza di spazzare via in poco tempo i «macachi» giapponesi dalla Cina orientale (nella quale la presenza russa è sempre più invadente, specialmente dopo la realizzazione della ferrovia transiberiana), la guerra russo-giapponese si trasforma in una catastrofe che rivela la debolezza dell’impero russo. Nel dicembre 1904 capitolazione della base navale di Port Arthur; nel maggio 1905 affondamento della flotta del Baltico appena arrivata nel mar del Giappone.

1895-1903, il movimento nasce e si organizza

1895
Lenin fonda a Pietroburgo l’Unione di lotta per l’emancipazione della classe operaia.

1896
Maggio: importanti scioperi degli operai tessili di Pietroburgo.

1897
Settembre: nasce l’Unione generale socialdemocratica ebraica (Bund), che costituirà per molti anni un settore importante del proletariato organizzato nell’impero zarista.

1898
Marzo: I Congresso a Minsk del Partito operaio socialdemocratico russo (POSDR), che unifica la maggior parte dei circoli socialisti di orientamento marxista (compreso il Bund).

1900
Nasce il Partito socialista rivoluzionario, che raccoglie l’eredità dei populisti (ancora orientati in prevalenza verso il mondo contadino, e con un forte privilegiamento del metodo terrorista). Lenin, in esilio, pubblica l’«Iskra» (Scintilla).

1901
Febbraio: uno studente uccide il ministro dell’istruzione Bogolepov. Maggio: scioperi e manifestazioni.

1902
Continuano gli scioperi operai che si diffondono soprattutto nella Russia meridionale. Esce il Che fare? di Lenin.

1903
Luglio-agosto: Congresso di Londra del POSDR. Scissione tra rivoluzionari (bolscevichi) e riformisti (menscevichi).