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1905, i Soviet alla prova generale

1905

Gennaio: sciopero delle grandi officine metallurgiche Putilov a Pietrogrado, che si estende a tutta la città. Il 9 (22) gennaio (domenica di sangue), un corteo di 150.000 operai guidati dal pope Gapon, mentre tenta di presentare una blanda petizione allo zar, viene disperso a colpi di mitragliatrice (più di mille morti e duemila feriti). Successivamente si saprà che Gapon era al servizio della polizia e nel 1906 i socialisti rivoluzionari riusciranno a catturarlo e impiccarlo. La petizione era stata appoggiata da molti intellettuali prestigiosi tra i quali Maksim Gor’kij, l’accademico Arsen’ev e l’economista Annenskij. Il risultato della cieca repressione sarà un netto spostamento delle masse verso i partiti socialisti e la fine di ogni fiducia nello zar.

1905-1906

Nel corso del 1905 la rivoluzione si estende ulteriormente, organizzandosi intorno al soviet di Pietroburgo, presieduto da Lev Trotskij. Ammutinamento dell’incrociatore Potëmkin a Odessa.

Settembre: lo sciopero dei tipografi di Mosca diviene uno sciopero generale, che paralizza completamente la Russia.

Ottobre: lo zar emette un proclama, in cui tardivamente si dichiara disposto a concedere alcune libertà, compresa l’elezione di un parlamento (Duma). Nicola II non tarderà a rimangiarsi una dopo l’altra le promesse.

Dicembre: insurrezione di Mosca, repressa nel sangue. La prima Duma eletta nella primavera del 1906 sarà sciolta subito, nonostante il carattere poco rappresentativo dovuto ai criteri elettorali: i delegati di prima istanza rappresentano rispettivamente 2.000 proprietari terrieri, 7.000 cittadini, 30.000 contadini, 90.000 operai. Dal diritto elettorale sono esclusi i minori di 25 anni, gli studenti e i militari. I deputati sono eletti dopo tre successive elezioni di delegati di distretto e di governatorato.

Gli scioperanti nel corso del 1905 sono ben tre milioni (ma scendono a un milione nel 1906 e ancor più nettamente negli anni immediatamente successivi). Alla fine del 1905 viene decisa la riunificazione tra bolscevichi e menscevichi, che sarà ratificata nell’aprile del 1906 dal Congresso di Stoccolma.

1904, è guerra tra Giappone e Russia

1904

Guerra Russia Giappone.pngIniziata con la certezza di spazzare via in poco tempo i «macachi» giapponesi dalla Cina orientale (nella quale la presenza russa è sempre più invadente, specialmente dopo la realizzazione della ferrovia transiberiana), la guerra russo-giapponese si trasforma in una catastrofe che rivela la debolezza dell’impero russo. Nel dicembre 1904 capitolazione della base navale di Port Arthur; nel maggio 1905 affondamento della flotta del Baltico appena arrivata nel mar del Giappone.

1895-1903, il movimento nasce e si organizza

1895
Lenin fonda a Pietroburgo l’Unione di lotta per l’emancipazione della classe operaia.

1896
Maggio: importanti scioperi degli operai tessili di Pietroburgo.

1897
Settembre: nasce l’Unione generale socialdemocratica ebraica (Bund), che costituirà per molti anni un settore importante del proletariato organizzato nell’impero zarista.

1898
Marzo: I Congresso a Minsk del Partito operaio socialdemocratico russo (POSDR), che unifica la maggior parte dei circoli socialisti di orientamento marxista (compreso il Bund).

1900
Nasce il Partito socialista rivoluzionario, che raccoglie l’eredità dei populisti (ancora orientati in prevalenza verso il mondo contadino, e con un forte privilegiamento del metodo terrorista). Lenin, in esilio, pubblica l’«Iskra» (Scintilla).

1901
Febbraio: uno studente uccide il ministro dell’istruzione Bogolepov. Maggio: scioperi e manifestazioni.

1902
Continuano gli scioperi operai che si diffondono soprattutto nella Russia meridionale. Esce il Che fare? di Lenin.

1903
Luglio-agosto: Congresso di Londra del POSDR. Scissione tra rivoluzionari (bolscevichi) e riformisti (menscevichi).

1894, è zar “Nicola, l’ultimo”

1894

Muore Alessandro III. Subentra Nicola II, che sarà chiamato ben presto profeticamente «Nicola l’ultimo». Mediocre, indeciso e fortemente influenzabile dalla moglie e dal singolare guaritore, il «monaco nero» Rasputin, che spadroneggia a corte, Nicola II è del tutto incapace di comprendere l’ascesa del movimento rivoluzionario, che sarà spesso rafforzato proprio da decisioni irresponsabili dello zar e dei suoi stretti collaboratori. Un episodio accaduto in occasione dell’incoronazione (nel maggio 1896) appare emblematico del rapporto di Nicola II con i suoi sudditi: trecentomila persone si erano radunate per ricevere un panno, un rublo e un bicchiere con le insegne imperiali; ma, in seguito alla combinazione tra spinte inconsulte della massa e un maldestro servizio di polizia, la gente finì per accalcarsi in un fossato e ci furono tremila morti, soffocati o calpestati. Lo zar non mancò tuttavia, la sera stessa della tragedia, a un grande ballo in suo onore.