Archivi categoria: Dicono del 1917

Il manifesto e la cuoca di Lenin

di Antonio Moscato

Cuoca Lenin
Il famoso manifesto di Il’ja P. Makarychev (1901-1928) con la frase di Lenin “Ogni cuoca dovrebbe imparare a governare lo stato”

Il “manifesto” sta celebrando il centenario della rivoluzione russa con una simpatica e – finora – sostanzialmente corretta ricostruzione delle giornate di gennaio-febbraio curata da un ipotetico “corrispondente da Pietrogrado” che firma Leone Levy. Uno pseudonimo scelto non a caso, che fa subito venire in mente un altro Leone, Trotskij, dalla cui straordinaria e insuperata Storia della rivoluzione russa sono in alcuni casi riprese e quasi parafrasate le “cronache” di quei giorni. Forse sarebbe stato più utile riprendere direttamente qualche pagina di quel libro (per farla conoscere ai tanti lettori del Manifesto che per molti decenni l’hanno ignorato, a volte deliberatamente, per antichi pregiudizi), ma in ogni caso l’iniziativa va elogiata.
Tanto più che il primo di questi supplementi, uscito il 15 febbraio, aveva l’ultima pagina dedicata a una buona ricostruzione di Antonio Conti della rivoluzione del 1905, spesso dimenticata e che invece fu la premessa delle due rivoluzioni del 1917, e di cui l’autore giustamente dice in conclusione che “nella storia del movimento operaio non ci fu altra sconfitta tale da avvicinare così tanto alla vittoria finale”.

Mi pareva un buon inizio. Più retorica e approssimativa la pagina che conclude il supplemento uscito oggi, e che è dedicata giustamente al ruolo delle donne nella rivoluzione russa. Nell’articolo, firmato Luisa Cavaliere, c’è una parte notevole di testimonianza autobiografica su quando “al tramonto degli anni ’60” si era iscritta al PCI, scoprendo che “il nodo della valutazione di quella esperienza rivoluzionaria giaceva irrisolto”, salvo trovare un riferimento nei “coraggiosi dissensi berlingueriani” (sic!?). Luisa Cavaliere descrive anche la permanenza del culto di Stalin, espressa sui “muri di non poche sezioni” con l’immagine del leader supremo, “collocato nelle necessità ineluttabili della storia e assolto perfino dalla colpa del patto con Hitler”. Era comprensibile che quella presenza nostalgica ci fosse e sia rimasta per anni, data la reticenza nel ridiscutere l’esperienza sovietica anche da parte del suo punto di riferimento, Enrico Berlinguer. Continua a leggere Il manifesto e la cuoca di Lenin

Corriere della sera, esorcizzare la rivoluzione russa?

di Antonio Moscato

Per il centenario della Grande Guerra la pubblicazione smisurata di libri ripescati nel passato o tradotti da altri paesi ha finito per saturare un “mercato” con prodotti non sempre utili per capire perché c’era stata, anche se tutti quelli che l’avevano scatenata assicuravano di non volerla. Un rischio analogo di incomprensione si corre per il centenario della rivoluzione russa, che pure appena pochi anni fa non sembrava affatto al centro dell’attenzione pubblica. Il “Corriere della Sera”, che ha cominciato domenica a dedicare all’argomento un Processo a Lenin che occupa ben quattro pagine del quotidiano, ha segnalato una bibliografia già consistente, con qualche novità, qualche ristampa interessante come un pamphlet di Victor Serge, Da Lenin a Stalin, ma anche il rilancio del Vangelo socialista di Bettino Craxi, o del Rapporto segreto di Chrusciov (che contrariamente a quel che pensano i nostalgici del “socialismo reale” era una denuncia di Stalin fatta in perfetto stile staliniano, attribuendo al vozd tutte le colpe, invece di indagare sul perché si era consolidato un regime burocratico). Vedremo. Continua a leggere Corriere della sera, esorcizzare la rivoluzione russa?