Archivi categoria: Contributi

Guevara, un disertore del potere

Che Nova DelphiPer gentile concessione dell’editore pubblichiamo un ampio stralcio dell’intervista di Raúl Zibechi (uruguayano, ex militante Tupamaro), che descrive il proprio dolore di adolescente alla notizia della morte del grande rivoluzionario, il divenire del Che riferimento per i Tupamaros (di cui egli fu da giovane un militante) e la sua estraneità alla sinistra di oggi (liquidata con una frase durissima: “Non so nemmeno se il Che si definirebbe di sinistra oggi, se la sinistra è rappresentata da Lula, da Renzi”). Continua a leggere Guevara, un disertore del potere

Giù le mani da Guevara!

di Antonio Moscato, da Movimento operaio

Mi ha un po’ irritato nello stesso fascicolo speciale del Manifesto che ho segnalato ieri un articolo di Luciana Castellina, che mi ha confermato quanto sia facile per molti compagni che hanno avuto un ruolo importante nella sinistra “radicale” degli anni ’70 avere una memoria selettiva di vicende cruciali. Lo avevo già verificato per quanto riguarda la periodizzazione della rivoluzione culturale cinese, e la valutazione acritica della politica estera di Mao, che già in quegli anni non aveva nulla da invidiare al cinismo di quella sovietica nella scelta di alleati: per la Cina andava bene perfino il regime di Pinochet, come l’URSS (e il PCA che lo seguiva a rimorchio) non aveva nulla da obiettare al regime dei colonnelli in Argentina, dato che era un ottimo fornitore di grano a buon prezzo. Continua a leggere Giù le mani da Guevara!

La rivoluzione russa di fronte al tribunale della Storia

BesancenotPrendendo lo spunto dalla pubblicazione del nuovo libro di Olivier Besancenot, dedicato alla Rivoluzione russa (Que faire de 1917, une contre-histoire de la révolution russe, éditions Autrement), pubblichiamo qui la traduzione di un capitolo che non è stato compreso nella versione del volume data alle stampe, nella quale si mette in scena un ipotetico processo in cui la rivoluzione russa è l’imputata… Ogni riferimento a personaggi esistenti non è affatto casuale.

di Olivier Besancenot, da Mediapart, traduzione di Fabrizio Burattini Continua a leggere La rivoluzione russa di fronte al tribunale della Storia

1917-2017, esorcismi e dimenticanze

di Fabrizio Burattini

Questo 2017 sta scivolando verso l’autunno, portando via con sé la ricorrenza del centenario della Rivoluzione russa. Certamente, il clou del centenario si produrrà a cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, quando (il 7 per la precisione) sarà il momento per ricordare la “presa del Palazzo d’Inverno”, l’evento che più di ogni altro è stato utilizzato dai detrattori del comunismo per tentare di descrivere il primo tentativo riuscito di “assalto al cielo” come un colpo di mano di un manipolo di avventurieri. Continua a leggere 1917-2017, esorcismi e dimenticanze

I bolscevichi e l’antisemitismo

di Brendan McGeever, da Jacobin, traduzione di Fabrizio Burattini

Prime ore del mattino del 25 Ottobre 1917. A Pietrogrado, gli operai prendono possesso di posizioni strategiche nelle strade spazzate dal vento. Nel Palazzo d’Inverno, il capo del governo provvisorio , Alexander Kerensky, aspetta, ansioso, l’auto che permetterà la sua fuga. All’esterno, le guardie rosse hanno assunto il controllo della centrale telefonica. La presa del potere da parte dei bolscevichi è imminente. Continua a leggere I bolscevichi e l’antisemitismo

Corrispondenti dalla guerra civile

Recensione di Diego Giachetti del libro curato da Virginia Pili

Virginia Pili“I quattro anni che cambiarono il mondo”, questo è il titolo del libro, curato da Virginia Pili, per la prima raccolta italiana dei testi scritti dai corrispondenti di guerra sovietici durante la guerra civile e pubblicato dalla casa editrice romana Red Star Press. A cent’anni di lontananza dalla rivoluzione russa, la discussione si è in buona parte accentrata sull’anno 1917. I testi pubblicati in questa antologia varcano il confine delle gloriose giornate dell’assalto al Palazzo d’Inverno per addentrarsi nei quattro anni lunghissimi di guerra civile, scatenata dalle forze controrivoluzionarie allo scopo di riprendere il potere statale che la rivoluzione aveva consegnato ai Soviet. Continua a leggere Corrispondenti dalla guerra civile

1917, le donne sotto lo zarismo

Condizione e organizzazione femminile a ridosso della rivoluzione

di Antonella Visintin

La liberazione delle donne si deve districare dall’intreccio di interessi convergenti nella sfera economica e in quella dei rapporti tra i sessi in atto da diversi millenni. L’affermazione dei diritti richiede una presa di coscienza dei meccanismi materiali e simbolici che costituiscono la gabbia che opera sia sul piano razionale che su quello emotivo.

Il patriarcato costituisce una funzionalizzazione della donna alla famiglia patrilineare ed esso è stato ed è ancora oggi largamente agito da donne e da uomini con la stessa determinazione attraverso una separazione di luoghi e di sfere di azione a cui è associato un potere differenziato. Se alle donne è assegnato il privato, la loro legittimazione ad accedere allo spazio pubblico in genere è circoscritta e reversibile. Esso, a seconda della classe sociale, ha coinciso maggiormente con lo spazio civile per le donne abbienti e con lo spazio economico per le non abbienti. Continua a leggere 1917, le donne sotto lo zarismo