Archivi categoria: Contributi

Le donne, i bolscevichi e la rivoluzione

Intervista alla storica Wendy Z. Goldman, a cura di Celeste Murillo, da Ideas de Izquierda, traduzione di Maurizio Acerbo per rifondazione.it

Vi proponiamo la traduzione di un’intervista alla storica americana Wendy Z. Goldman, docente di storia contemporanea all’università di Pittsburgh, specializzata in storia dell’Unione Sovietica. La Goldman è autrice di due importanti libri sulle donne durante l’esperienza sovietica Women, the State and Revolution: Soviet Family Policy and Social Life, 1917-1936 (Cambridge University Press, 1993) e di Women at the Gates: Gender and Industry in Stalin’s Russia Women (Cambridge University Press, 2002). L’unico libro della Goldman pubblicato in Italia è Democrazia e terrore. Le dinamiche della repressione nell’era di Stalin (Donzelli, 2008). Negli ultimi anni il lavoro della Goldman sulle donne nella Russia rivoluzionaria è stato tradotto in Brasile e Argentina dove la storica è stata accolta assai calorosamente da un folto pubblico di lavoratrici e militanti. 
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Rivoluzione russa, il problema del passato è che non passa

di Boaventura de Sousa Santos, dottore in sociologia presso l’università di Yale, cattedratico di sociologia presso le università di Coimbra e di Wisconsin-Madison, responsabile del progetto europeo Alice. Particolarmente attento ai movimenti sociali, ha preso parte attiva a tre Forum sociali mondiali. Fra i suoi libri pubblicati in Italia vi sono Democratizzare la democrazia: i percorsi della democrazia partecipativa (2003), Il Forum sociale mondiale: verso una globalizzazione antiegemonica (2003), Produrre per vivere: le vie della produzione non capitalistica (2005), Diritto ed emancipazione sociale (2008), tutti editi da Città Aperta, di Torino. Un suo importante saggio di carattere storico si trova in Atlantico periferico: il postcolonialismo portoghese e il sistema mondiale. Diabasis Reggio Emilia 2008. Un suo interessante intervento si può trovare nel sito Movimento operaio: «È arrivato il tempo di formare ribelli competenti». Da Jornal de Letras, traduzione per Movimento operaio di Cristiano Dan Continua a leggere Rivoluzione russa, il problema del passato è che non passa

I contributi alterni del Manifesto

di Antonio Moscato

La serie di inserti de “il manifesto” dedicati alle varie fasi della rivoluzione russa (vedi Il manifesto e la cuoca di Lenin), continua a riservare qualche piacevole sorpresa: in particolare l’articolo di Yuri Colombo uscito il 14 marzo ricostruisce le giornate della prima fase della rivoluzione “di febbraio” finalmente senza reticenze e al tempo stesso senza mitizzazioni, facendo comprendere come è stato possibile che un gruppo di dimensioni modeste, ma capace di ascoltare i segnali di una realtà in movimento, ha potuto incrociare la radicalizzazione dei contadini-soldati da cui era stato tenuto lontano dal regime zarista ma anche dal governo provvisorio. Continua a leggere I contributi alterni del Manifesto

La dinastia Romanov travolta dall’insurrezione

Il fronte della guerra imperialista

di Yuri Colombo, da il manifesto

Le profonde contraddizioni sociali della Russia zarista, divennero esplosive tanto più la guerra mondiale mostrava il suo volto di morte, fame e distruzioni. Dopo gli scioperi tumultuosi della primavera-estate del 1914, allo scoppio della guerra e durante la mobilitazione, lo Zar Nikolaj II ebbe la sua “luna di miele” con il popolo russo: un’ondata di nazionalismo si impossessò delle masse e in un clima di entusiasmo milioni di operai e contadini si incolonnarono verso il fronte. Se nei primi sette mesi del 1914 l’Ispettorato dell’Industria aveva calcolato 3493 scioperi con un 1.327.897 scioperanti, negli ultimi cinque mesi dell’anno si crollò a 41 scioperi con 9.561 partecipanti. Continua a leggere La dinastia Romanov travolta dall’insurrezione

Un altro anniversario: millenovecento77

di Diego Giachetti

Tra i tanti e significativi anniversari di questo 2017, fanno cifra tonda anche i quarant’anni trascorsi dal poi denominatosi movimento del ’77. Nato come risposta al tentativo di riformare l’Università italiana, ad opera dell’allora ministro della pubblica istruzione, il democristiano Franco Maria Malfatti, esso manifestò ben presto una composizione sociale che lo differenziò dal movimento studentesco del ’68. Quel movimento non mosse dalle sedi universitarie per espandersi alle “periferie”, se mai furono i “luoghi periferici”, licei, istituti tecnici e professionali, circoli del proletariato giovanile, collettivi giovanili delle periferie urbane, che elessero l’Università a luogo di incontro e di ricomposizione di soggetti diversi prodotti dalla crisi che aveva investito le economie capitalistiche dei paesi occidentali a partire dalla recessione generalizzata del 1974-75. Continua a leggere Un altro anniversario: millenovecento77

Nominare il socialismo senza vergogna

I comunisti contro Stalin, di Pierre Broué, Milano, AC editoriale, 2016, pp. 398, euro 15

Recensione di Diego Giachetti

comunisti-contro-stalinLa rivoluzione russa, di cui ricorre quest’anno il centenario, va compresa inserendola in un continuum tra quella che esplose a febbraio e quella di ottobre. Solo in questo modo è possibile uscire da quella rappresentazione disinvolta e leggera che ha come scopo evidente quello di dividere un processo storico in una rivoluzione “buona” e una “cattiva”, quest’ultima operata da un manipolo di bolscevichi che con un colpo di stato presero il potere.

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