I bolscevichi soli al potere

tratto da  Intellettuali e potere in URSS, di Antonio Moscato (sottotitoli della redazione di questo sito)

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Lev Trotskij, Vladimir Lenin, Lev Kamenev

I socialisti rivoluzionari di sinistra, dopo avere tentato un’impossibile alleanza con Bucharin, non si limitarono a passare all’opposizione, ma scatenarono un’offensiva terroristica, che si riallacciava alle loro vecchie tradizioni e nella quale recuperavano i contatti con l’altra ala del partito: ai primi di luglio, un social-rivoluzionario uccide il conte von Mirbach, ambasciatore tedesco, sperando di innescare in questo modo una ritorsione tedesca e, successivamente, la riscossa della «guerra rivoluzionaria» secondo il modello giacobino. In agosto, è lo stesso Lenin a essere colpito. Sopravvive all’attentato, ma la sua salute sarà fortemente indebolita, creando le premesse per la sua fine prematura.

Così i social-rivoluzionari passano, in pochi mesi, dal governo alle carceri sovietiche, mentre i bolscevichi rimangono soli alla testa del paese. Non era nel loro programma. La presa del potere non era avvenuta in nome del partito, ma dei soviet e se a partecipare al governo era stato solo il Partito social-rivoluzionario di sinistra, ciò si doveva al fatto che tutti gli altri partiti presenti nei soviet erano stati contrari a che questi ultimi assumessero il potere. Il «monopartitismo» non era affatto una questione di principio per Lenin e per gli altri marxisti rivoluzionari russi, che davano per scontato che il proletariato fosse rappresentato da diversi partiti e consideravano logica la ricerca di forme di collaborazione tra di essi. Ma, una volta isolati e mentre comincia a divampare la guerra civile, appoggiata da un gran numero di potenze straniere, i dirigenti del giovane Stato sovietico induriscono tutte le forme di repressione e cominciano a colpire sempre più duramente gli oppositori, ripercorrendo la strada di quei giacobini ai quali molto spesso si richiamavano, al punto di reinterpretare il presente alla luce degli «insegnamenti» della Rivoluzione francese.