1917 (luglio-settembre), il golpe di Kornilov

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Il generale Lavr Kornilov tra i suoi ufficiali

 

16-17 luglio: manifestazioni contro la guerra a Pietrogrado («giornate di luglio»). Nei giorni successivi la repressione costringe Lenin all’esilio in Finlandia e porta Trotskij e altri leader in carcere.

20 luglio: il Primo ministro, principe L’vov, dà le dimissioni e il socialista rivoluzionario Kerenskij ne prende il posto. Il 25 luglio viene ristabilita la pena di morte al fronte, che il 16 agosto viene estesa dal generale Kornilov anche alle retrovie.

7 settembre: colpo di Stato del generale Kornilov, bloccato sul nascere dai bolscevichi. Il 13 settembre, sconfitta definitivamente la rivolta, emerge clamorosamente lo spostamento nei rapporti di forze a favore dei bolscevichi: il soviet di Pietrogrado approva (con 279 voti a favore, 115 contro e 50 astensioni) una risoluzione bolscevica sul potere agli operai e ai contadini. Kerenskij, rimesso provvisoriamente in sella dalla sconfitta di Kornilov, è costretto a proclamare la repubblica (fino a quel momento la forma istituzionale era rimasta in sospeso, più per mancanza di disponibilità di principi di sangue reale ad assumere la reggenza al posto di Nicola II che per volontà dei governo). In quegli stessi giorni i bolscevichi conquistano la maggioranza anche nel soviet di Mosca e in numerose altre città decisive.

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