Fatali incomprensioni di quel che è stata la rivoluzione russa

di Antonio Moscato, da Movimento operaio

Ai margini di uno dei dibattiti che mi hanno tenuto impegnato negli ultimi tempi, due vecchi compagni che non avevano avuto il coraggio di intervenire, mi si sono avvicinati per ringraziarmi, ma anche per dirmi a mezza voce: “su molte cose hai detto cose giuste, ma noi siamo convinti che quel muro doveva essere più alto”. Io del muro di Berlino non avevo avuto occasione di parlare in quella sede (anche perché ci vorrebbero non due ore, ma settimane e mesi per descrivere tutti gli aspetti dello stalinismo).

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Hanno osato. I bolscevichi di fronte alla presa del potere

di Laurent Ripart, da npa2009.org, traduzione di Fabrizio Burattini

«Lenin e Trotsky e i loco compagni sono stati i primi a mostrare l’esempio al proletariato mondiale; sono ancora i soli che possano gridare: Abbiamo osato!». Con queste parole, Rosa Luxemburg metteva il dito una delle più importanti lezioni della Rivoluzione d’Ottobre: le crisi rivoluzionarie sono state storicamente numerose, ma rari sono stati i casi in cui abbiano permesso ai propugnatori del socialismo di prendere il potere. Continua a leggere Hanno osato. I bolscevichi di fronte alla presa del potere

La rivoluzione russa e gli anarchici italiani

di Diego Giachetti, da Popoff Quotidiano

A Oriente.pngCon questo agile, piacevole e ben documentato libro, A oriente sorge il sol dell’avvenire (Pisa, Bfs, 2017), Franco Bertolucci costringe i “celebranti” la rivoluzione Russa del 1917 a confrontarsi con gli anarchici. La sua è una puntuale ricostruzione del dibattito e delle iniziative politiche intraprese dal movimento libertario italiano rispetto agli eventi russi negli anni dal 1917 al 1922. Nell’Italia del primo Novecento, gli anarchici erano una realtà viva e numericamente consistente all’interno del movimento operaio e sindacale. Malgrado la censura imposta dalla guerra in corso, avevano pubblicazioni con vari titoli di stampa che alimentavano un dibattito vivace. Continua a leggere La rivoluzione russa e gli anarchici italiani

1917, il risveglio delle speranze

di Fabrizio Burattini, da espacio-publico.com

Il 1917 ha costituito per il movimento socialista un vero e proprio spartiacque nella sua storia.

Naturalmente il fattore determinante è stata la Rivoluzione russa, ma, altrettanto decisivi sono stati gli avvenimenti, le elaborazioni, le scelte che gli attori collettivi e individuali di tutto quel periodo produssero fin dagli anni che la precedettero. Continua a leggere 1917, il risveglio delle speranze

Guevara, un disertore del potere

Che Nova DelphiPer gentile concessione dell’editore pubblichiamo un ampio stralcio dell’intervista di Raúl Zibechi (uruguayano, ex militante Tupamaro), che descrive il proprio dolore di adolescente alla notizia della morte del grande rivoluzionario, il divenire del Che riferimento per i Tupamaros (di cui egli fu da giovane un militante) e la sua estraneità alla sinistra di oggi (liquidata con una frase durissima: “Non so nemmeno se il Che si definirebbe di sinistra oggi, se la sinistra è rappresentata da Lula, da Renzi”). Continua a leggere Guevara, un disertore del potere

Giù le mani da Guevara!

di Antonio Moscato, da Movimento operaio

Mi ha un po’ irritato nello stesso fascicolo speciale del Manifesto che ho segnalato ieri un articolo di Luciana Castellina, che mi ha confermato quanto sia facile per molti compagni che hanno avuto un ruolo importante nella sinistra “radicale” degli anni ’70 avere una memoria selettiva di vicende cruciali. Lo avevo già verificato per quanto riguarda la periodizzazione della rivoluzione culturale cinese, e la valutazione acritica della politica estera di Mao, che già in quegli anni non aveva nulla da invidiare al cinismo di quella sovietica nella scelta di alleati: per la Cina andava bene perfino il regime di Pinochet, come l’URSS (e il PCA che lo seguiva a rimorchio) non aveva nulla da obiettare al regime dei colonnelli in Argentina, dato che era un ottimo fornitore di grano a buon prezzo. Continua a leggere Giù le mani da Guevara!